Caro Aladdinneggiad che vieni quatto quatto lemme lemme coll’oro l’argento e il mitra a fare visita annoialtri quaggiù (anzi pi tia quassù). Non mi rriconosco in questa Italia male ducata che dice che non tiene tempo per pigghiare con te un cafè, una granita, unarancino all’ombra del Colosseo. Pure il santo Padre dice che tiene lagenda fitta fitta, macari per la santificazzione dell’Otto Permille o perché “La sala delle udienze iè china”, manco fusse quella di un carcere di provincia.
Perdona loro che non sanno mica quello che fanno. Io ti dico amatamente, persianamente, “Benevenuto” e che tengo il tempo chevvuoi a discutere di piccioli e petrolio, armi e buttanesimi vari, fimmine col burca e senza, piriti nucleari, macari davanti a un tiramissù analcolico.
Quando arrivi, citofona e chiedi del Numero Uno. Tutti mi conoscono bene.

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