mercoledì, 26 novembre 2008

Quando era ggiovane io alle caruse ci rregalavamo al massimo un fulard di seta casciamir, una passiata fuori del paese abbordo di una fiat131, un anello di oro zacchino che voleva significare maritarsi e subbitamente. Adesso sento che abbramovicc rregala un pezzo di luna alla sua femmina.

Cosa che vuole significare che non aveva trovato nente nei negozzi sulla terra o che macari li aveva trovati chiusi. Oppure, cosa che mi sembra giusta e sacrosantissima, che i giovani di oggi con i piccioli a scatafottere valgono un quarto della minchia di chi un tempo per amore faceva fuoca e fiamma pure se nella sacchetta teneva solo nente ammiscato a zero.

postato da: bernardop | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1    26 Novembre 2008 - 11:05
 
Sono commossa.
Grazie, parole sempre tanto sagge
utente anonimo

#2    26 Novembre 2008 - 13:16
 
Vieru è!
Sempre tagliente come un coltello.. eheh.
Ninni
utente anonimo

#3    26 Novembre 2008 - 20:15
 
lu troppu stroppia!!
utente anonimo

#4    27 Novembre 2008 - 11:51
 
te ghet propi rason ! dighel te a sti tananai, se de no a ghe la dis nisegn.
utente anonimo

#5    28 Novembre 2008 - 11:47
 
MAFIA = MUNIZZA

La munizza Palermitana, lo annusata durante la serata dell’aperitivo brasiliano “Desafinado”…evento “mondano” d’una parte della Palermo salottiera che si definisce anti mafia
e si comuove leggendo Gomorra di Roberto Saviano o davanti alle imagini Youtube del funerale di Giovanni Falcone.
Questa stessa munizza lo vista pubblicata dopo qualche giorno sul blog Palermo & Co. diretto da una certa Loredana Mannina.Infatti questa donna palermitana, ha pubblicizzato all’interno del suo articolo Un successo…di amici al “Desafinado”! il figlio del Boss Calogero Di Caro; vi ricordo che la cosca Di Caro ha provocato una guerra di mafia che lasciò sul campo una lunga scia di sangue nell’agrigentino.
Hanno assassinato il giudice Saetta assieme al figlio Stefano sulla statale Agrigento-Caltanissetta.
Sono stati i carcerieri per conto di Salvatore Riina del piccolo Giuseppe Di Matteo,strangolato e sciolto nell’acido da Giovanni Brusca con la loro stessa complicità.
Famosi in Sicilia per il racket del pizzo,minacce e lo scandalo ALTA MAFIA 2004.
Diego Di Caro a differenza di Rita Atria e Peppino Impastato,non si è mai schierato contro la sua FAMIGLIA mafiosa.
La DIA nel 2006 ha sequestrato a questo ragazzo e sua sorella beni immobili per un valore di 2 milioni e 400 mila euro.
Allora la domanda inquietante è : Cosa vuole dire ANTI MAFIA ? E un fenomeno di moda come l’IPHONE o un impegno civile ?
Cosa pensereste se nello stesso articolo fosse nominato allegramente il figlio di Salvatore Riina ? Quale è la differenza ? Diego Di Caro non è diverso da Giovanni Riina,perché entrambi non hanno mai preso distanze dai loro padri sottoposti al regime carcerario speciale del 41-bis.
Allora che qualcuno abbia il coraggio di chiedere a Loredana Mannina che conosce benissimo l’appartenenza famigliare di Di Caro,come osa pubblicizzare il rampollo della cosca canicattese all’interno di un Blog che vuole rappresentare Palermo ?
Alla fine dell’articolo sopra citato la Mannina conclude parlando di “originalità, eleganza e storia” preferirei concludere con un NO COMMENT !

http://palermo.spazioblog.it/148408/Un+successo…di+amici+al+%22Desafinado%22%21.htm
utente anonimo

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